venerdì 8 maggio 2009

Liberi Liberi

[...] tu che mi ascolti ,
in pena viva o in letizia,
apprendi da chi ha molto sofferto,
molto errato,
che ancora esiste la Grazia, e che il mondo,
- tutto il mondo - ha bisogno di amicizia.

U. Saba, 1951

Grazie Luca, di cuore, per l'apprezzamento e per la poesia.

E grazie a tutti: Mercoledi' c'eravate tutti veramente e fino alla fine, intendo le 11 e passa, dove è legittimo che l'energia si esaurisca.
E invece no, il mix vasco, molecole, contact ha funzionato perfettamente: l'energia è cresciuta man mano e non ci ha mai lasciato. E' da dire che lemolecole sono animali da ballo, tu falli ballare e loro vanno a manetta.

Io ci ho messo solo stupore e ascolto.

Stupore quando Monica mi ha detto: "no no conduci tu, io ho fatto solo il CD!" "Ah si'? Ah... uhm... ok"
Ascolto quando subito dopo mi sono alzato e ho cominciato a camminare pensando "E adesso che cacchio facciamo?"

Dopodichè è venuto tutto da se: "SI è ballato"

Un aiuto estemporaneo: il CD di fatina Serena con i coldplay che hanno fatto da supporter a Vasco
Un occhiata in giro: tutti gia' in piedi con la manina sulla panza (che soddisfazione)
Una piccola magia (o forse la manina sulla panza?): il pensiero che gentilmente si fa da parte e lascia che a dirigere sia il corpo insieme alle sensazioni.

Da lì è stato sufficiente guardarvi mentre SI ballava, cogliere il movimento, mio e vostro, sentire di che cosa c'era voglia, come ci si era messi nello spazio, lasciar fluire.

"E in tutto questo bell'andare" (per dirla con Ivano Fossati) il pensiero che, buono buono, sta godersi lo spettacolo dalla sua buca del suggeritore e, ogni tanto, dà qualche piccolo suggerimento al volo.

Ecco: questa per me è l'essenza del contact, la "Grazia" della poesia di Saba.

... Che sia invece schizofrenia? ... Luca? ;-)

evviva evviva

Andre

martedì 5 maggio 2009

Diana Drum Power


Ciao Molecole!
Vi scrivo alcune cose circa il drum circle di settimana scorsa....ci tengo a condividerle con voi!
anzitutto grazie per la disponibilità e la partecipazione! è stato bello poter organizzare questa cosa solo per voi*
Io devo dire che ho fatto davvero pochissimo! di solito intervengo molto di più (almeno il doppio! per aiutare nell'ascolto e nell'orchestrazione)..ma con voi...boh! mi sentivo di non interferire più di tanto...vi ho lasciato andare un po' liberi nei vostri viaggi....
Alla fine con Monica si pensava di creare una serata un po' più strutturata dove lavorare con solo 2 tamburi e con gli altri strumentini, lavorando su alcune cose che sono state interessanti:
- gli stop nel bel mezzo del ritmo
- i suoni prolungati di alcuni metalli
- suonare il tamburo o uno strumentino mentre si fa contact
a questo aggiungerei la possibilità di esplorare come cambia il movimento in base ai diversi timbri: metalli, legni, shakers, pelli, ognuno offre un paesaggio emotivo davvero diversissimo, e quindi cambia anche l'esperienza fisica del suono...sarebbe interessante vedere come tutto ciò trasforma il movimento.
Il tutto condito da un lavoro preliminare importante sull'ascolto e la sintonizzazione all'interno del gruppo...una cosa che secondo me è un po' mancata mercoledì...l'ho data assolutamente per scontata e invece non lo era....mi piacerebbe esplorare con voi la possibilità di entrare insieme in un ascolto denso, dove ogni minimo movimentopercezionerespiro crea un'inevitabile risonanza, una trasformazione dell'intero gruppo, e della sua azione immediata, toccare la possibilità in cui il silenzio fa da sondo al sentire che diventa movimento e lo amplifica, farci canali vuoti per il movimento e il ritmo che ci abitano a prescindere da quanto noi vogliamo suonare o ballare, noi siamo suono e danza...
Così, ogni tanto scorgevo più il dover/voler "fare delle cose". che non lo sperimentare seplicemente il suonare, il lasciarsi attraversare dal ritmo, il creare un ponte diretto fra percepire e fare, non mediato dalla mente e dall'intervento controllo analitico e razionale...sbaglio? come vi siete sentiti?
Vi dico inoltre un mio sogno....mi piacerebbe un sacco pensare alla possibilità di una performance molecolare basata completamente sull'improvvisazione, con solo suoni live (non solo percussioni, anche altro!) e anche la voce!!) ad accompagnare la performance...creare questo anello continuo fra suonomovimentosensazionesuonomovimentosens..., ed entrare così in quel movimento necessario, funzionale, inevitabile in quel momento, questo anello circolare dove danza e suono interagiscono e si producono a vicenda, il suono produce la danza e la danza il suono, nell'istante...
Che ne dite?




Cara Diana,
innanzitutto grazie di tutto ciò che hai messo a nostra disposizione che è stato davvero molto, in tutti i sensi.
Obbiettivamente come già espresso da molti a fine serata, sono mancati un po' ascolto e concentrazione e di conseguenza “il contatto” che è sempre e comunque il mezzo/obbiettivo del nostro incontrarsi.
Eravamo un po’ come bimbi con tanti giocattoli, ognuno a scoprire come funzionava il proprio con l’ansia, come tu dici, del “fare”. Sostanzialmente, non abbiamo avuto il tempo, la possibilità di trovare il “gioco comune”.
Credo, molto personalmente, un passaggio quasi obbligatorio.
Abbandonare il fare, lasciare risuonare dentro noi stessi, sintonizzare il respiro, mettere a disposizione il prezioso silenzio ed infine, fare “uscire” spontaneamente “attraverso” di noi suono e movimento è molto se lo si vuole fare bene e richiede giusta condizione, umiltà e profondità nonostante il mezzo sia meravigliosamente “spontaneo e naturale” come tu ci insegni. E’ insomma sempre la solita storia, il gesto vero, il movimento che viene da dentro, l’ascolto e bla bla bla, l’improvvisazione che non si improvvisa.
Queste sensazioni sono quelle che mi portano a chiedere di provare con meno cose, un gradino alla volta, di cominciare più piano.
A mio parere, scusa Diana e scusatemi tutti per la schiettezza di cui sopra (se no che scrivo affà?), come primo approccio è stato un gioco divertente, una felicità da bambina per avere a disposizione tutti quei suoni, provare a ballarli, vedere due dui molto belli e capire sulla mia pelle la grande possibilità, ma anche la grande difficoltà, che porta in sé il connubio dell’improvvisazione del suono unita a quella del movimento.
Credo non sia poco!

lunedì 4 maggio 2009

Contact Semantico (ovvero: tributo a Vasco)

Abiamo un nuvo filone, ragazzi: il contact semantico!

Ma come cos'è?!?! E il contact che si fa sulle parole, no? Quello iniziato con la serata di contact poetico!!!
Bene: mercoledi' balleremo sulle parole di Vasco, il poeta-rocker, per un perfetto connubio parole-musica.
Eccovi il programma della serata

Mercoledi' 6 Maggio
Contact Semantico
Tribute to Vasco

Resident DJ: endriu
Featuring DJ: moni

A chi indovina il titolo della nuova canzone di vasco regaliamo un cappellino
eccovi il testo


Ho sperato che
tutte le cose che non vanno andrebbero meglio
Ho sperato che
fosse solo estate e mai più inverno
Ho sperato che
la guerra finisce e rimane l'amore
Ho sperato che
i preti si sposano e pure le suore

Ma guarda quiii iiiii
ho sperato per gnente
guarda tutta sta gente
Ma guarda cheeeeee
non serve mai a gnente
sparare alla gente

eh

Ho sperato che
di fare all'amore quasi tutte le ore, eh
Ho sperato che
un paio di scarpe durasse per sempre
Ho sperato che
la musica fosse calmante per la tosse
Ho sperato che
il mondo guarisse da sta tragica eclisseeee ehh

Ma guarda quiii iiii
sì proprio quiiii iiii
c'è un sacco di roba che non serve a gnenteee eh
c'è un sacco di gente che vende la robbaaaaa eh
non serve mai a gnente il salvagenteeee eh

evviva l'amore, evviva il sudoree eeeh
speriamo che poi magari domani pioveeee heee

giovedì 23 aprile 2009

In realtà non amo le parole...


Il 23/04/09, Serena.marossi ha scritto:
Riflessioni partorite sotto gli effetti del succo d'ananas di ieri sera...per fortuna non ho bevuto la birra!

In realtà non amo le parole,
sempre così lontane da ciò che sento, dalla realtà delle cose.
Fumose, impalpabili e volatili,
ma anche volubili, taglienti e fraintese...
Svolazzano qua e là e il più delle volte non riesci ad afferrarle fino in fondo,
altre volte le lanci troppo lontano e non ti tornano più indietro.
E poi ci sono quelle che restano sospese, in attesa di un altro incontro, un altro caffè o un po' di coraggio; quelle che prima o poi dirai, basta aspettare il momento giusto....
Quelle difficili da dire,
come "no", non posso, non voglio, non riesco....
come "ti amo", e proprio quando non puoi più dirlo capisci il suo senso,
come "addio", arrivederci a tempi migliori,
come "vado" o "non andare" o "resta ancora un po'"...
Ci sono sensazioni che vorresti sussurrare all'orecchio di tutte le persone che incontri per strada,
storie che vorresti imparare a raccontare,
parole che vorresti urlare per farle uscire da te,
messaggi scritti e riscritti e mai inviati..
Ci sono le parole che vuoi condividere via mail con un gruppo di amici che senti vicini, perchè è il tuo modo per dire grazie.
Ma ancora più difficile che usare le parole è stare nel silenzio, nel vuoto, in una sospensione in attesa di definizione...
In realtà non amo le parole
preferisco danzarle, farle risuonare in me e dargli una mia forma concreta, una qualità, un inizio e una fine, un luogo dove vivere. Dargli carne, corpo e terra...
Porgere l'orecchio alle danze degli altri, creare e disfare storie e racconti lontani...
......................................Sussurri, vibrazioni, silenzi.................................................................
Ciao belli!!!!!!!!!!!!!!


Ciao Bella Serena, Veramente bella la serata di ieri, so che non interessa a molti, ma ho visto e sentito molti momenti di "creatività spettacolare" che secondo me, non dovrebbero essere persi......Molto stimolante la vs. co-conduzioneVi ringrazio e prometto che presto non perderò il dopo contact.... (se solo iniziassimo in orario !?!? vi prego, sono vecchietta e non riesco più a reggere ritmi :) :) baciottomartine

mercoledì 1 aprile 2009

Il primo contatto quello con se stessi.






Sono un po' in ritardo ma non è importante. Due conduzioni: quella di Martine e quella di Silvano.
Non me ne voglia Andrea ma la costante offerta abitua bene e induce, quasi come la mano di una madre, a dimenticare di esserne grati, ma lui sà.
Dicevo, il Feldenkraise, lavorando anni con Martine, consapevolmente o no, non se ne può prescindere, lo si ritrova spesso, nei propri movimenti, nel modo operandis e pensandis (!) , ho apprezzato però ritrovarlo esplicitamente a supporto del contact. Il guardare all'interno del proprio movimento, il cercare la "propria" strada del muoversi, l'analizzare la via più facile ha dato con grande sostegno all'improvvisazione, ha reso più fluido il contatto con gli altri: i movimenti a due hanno trovato strade più semplici, eluso ostacoli, scivolato sulle ruvidità di mente e di corpo che spesso si incontrano quando non si ascolta il corpo altrui e ciò che naturalmente è disposto a fare. Ho messo insieme il commento alla proposta Feldenkrais di Martine la serata che ha condotto Silvano in quanto ambedue mi hanno dato una forte sensazione di consapevolezza che ha amplificato le mie possibilità. Del "riscaldamento" di Silvano ricordo la concetrazione a cui ci ha portato. La spinta dolce e naturale al fermarsi per "ascoltarsi". Mettetevi la mano sul cuore e chiedetevi come state oggi....
Ho notato spess,o nel mio fare "contact", che la mancanza di collegamento con me stessa (a volte succede che si è più fuori che dentro) mi induce a fare un contact superficiale, a danzare senza vero contatto con l'altro. Credo davvero che sia estremamente necessario scendere dentro di noi, con umiltà, con pazienza, sentire com'è in quel momento l'acqua che riempie il nostro centro, il suo calore, la sua consistenza, il suo moto, se c'è, o la sua bonaccia. Solo allora il mio centro può intraprendere la via per cercare quello di un'altra persona, con l'estrema disposizione al mettersi in ascolto di come si sente e di cosa vuol dire. Solo allora la comunicazione vera può cominciare...

Colco l'occasione di riportare qualche riga sul metodo Feldenkraise di cui Martine (e anche Silvano) sono insegnanti.

Il metodo Feldenkrais

Il Metodo Feldenkrais®


...è lo sviluppo di un apprendimento psicomotorio

Si basa sulla profonda integrazione di sensazioni, sentimenti, pensiero e movimento scelto come mezzo per migliorarsi. La struttura corporea dell'uomo è il risultato dì un lungo processo

evolutivo che lo pone al vertice della scala zoologica.

Per adattarsi alla gravità il sistema nervoso, i muscoli e lo scheletro si sono reciprocamente influenzati e modificati per compiere azioni sempre più complesse e raffinate. Il bambino che diventa adulto riscrive nel suo corpo le tappe delle trasformazioni delle specie animali che l'hanno preceduto.

Questa ricchezza genetica ereditata non è attualmente valorizzata. Il ritmo sfrenato della vita moderna, lo stress e le incessanti richieste sociali sommergono l'individuo facendogli dimenticare se stesso.

Quando il corpo assume e mantiene la postura ideale la persona è vivace, gioiosa, intelligente, stabile al suolo e al centro del mondo.

venerdì 20 marzo 2009

lo slogan

Ciao ragazzi, ve lo ricodate il nostro slogan?

"leMolecole si muovono, si incontrano,
si scontrano,
si aggregano, si disgregano,
si agitano, si fermano, si urtano, rimbalzano..."

Bon, ho trovato un sito che è una figata: lo paciuga su rende veramente l'idea: guardate qua


Se volete divertirvi andate su wordle.

Mi sta venendo l'idea di farci le magliette... ;-)

ciao
andre

martedì 24 febbraio 2009

Carnevale Bergamo 2009 : OLTRE LO SPECCHIO



Il Comune di Bergamo organizza il Carnevale d'artista affidando a Marcello Chiarenza l'animazione della città. Chiarenza, scenografo, registra e scultore attraverso le sue opere la collaborazione di gruppi professionisti e non trasforma la città con la semplicità e la poesia che distinguono le sue creazioni. LeMolecole sono state invitate a fare parte di questo progetto.
Il titolo del loro pezzo è OLTRE LO SPECCHIO: allegra metafora del rapporto con se stessi, con gli altri e con l'ignoto sviluppata con la contact improvisation intorno ad una cornice che si trasforma diventando buco, balcone, grattacielo, quadro per ricreare infine la magia evocativa dello specchio.



Lascio ai commenti il racconto del nostro vissuto e visto che a Carnevale ogni scherzo vale mi permetto di celebrare l'evento con una scherzosa poesia dedicata a noi:
.
.
C’è una cornice che ci unisce tutti quanti,
una barca che ci
spinge ad andare avanti,
se piove, se c’è il sole o tira
vento,
navighiamo uniti e con sentimento.

Buchi
che ci vogliono inghiottire,
grattacieli da
cui è facile cadere,
niente ci potrà spaventare,
se in contatto riusciamo a stare.

Un balcone sopra il mondo
a guardare ciò
che più è profondo
siamo belli e valorosi
e da un quadro guardiamo fuori.

Se a volte manca l’aria
piano piano
si fugge via
ma se capita di dimenticar
qualcuno
forte s’ alza la voce di ognuno

Esci fuori!
Rompi tutto quanto!
non importa il vetro
infranto,
anche se i cocci fanno male
siamo pronti a ricominciare.

E ancora di più vi stupiremo
lavorando con
impegno
al fin a bocca aperta rimarrete

se come bimbi guarderete.

Uno specchio, una magia
o solo un po’ di
fantasia
guardati dentro con diletto
solo così ti
scoprirai perfetto

Non devi giudicare

solo lasciarti un poco andare
se di Alice ti vorr
ai fidare
anche tu potrai entrare.

Vieni piano con leggerezza,
non dimenticar la
tenerezza,
insieme sapremo andar
lontano
or sorridi e saluta con la mano.
.
.
monica



Oltre lo specchio - Le Molecole, Bergamo - Carnevale 2009 from FotoTopoMoto (RawLife) on Vimeo.

lunedì 16 febbraio 2009

Và dove ti porta il centro o 'il Calimero a pressione'


Profondo,
leggero,
sottile,
attento,
denso.

Questi gli aggettivi che mi vengono in mente se devo definire il meraviglioso stage tenuto da Urs lo scorso weekend.
Una buona ventina di partecipanti, contro ogni pronostico, che hanno fluttuato per un paio di giorni tra le 2 metà del guscio di Calimero.
Non è difficile: tu ti immagini di essere il pulcino piccolo e nero, o meglio lui nel suo uovo o meglio, tu che hai il tuorlo dell'uovo nel tuo centro, boh insomma quella roba li.
Poi nell'uovo sale la pressione che fa rompere il guscio a metà: la metà in basso sta li bella contenta e piena di acqua proprio dove hai il bacino mentre la metà in alto sale fino ad arrivare alla tua crapona spinta dalla pressione del liquido che scorre nella colonna vertebrale. Quando arriva li' si ferma e tu apri gli occhi. Delle belle turbolenze liquide ti fanno spuntare braccia e gambe (ali e zampette?), tu sorridi e cominci a ballare.
Facile ad dirsi, ma stavolta facile anche a farsi.
E mentre sei li' che balli... magia! puoi anche usare le mani. Sì sì quelle che ti si dice sempre di non usare nel contact. Usale invece! Senti la colonna fluida del compagno, accompagnalo, dirigilo, appoggiati, e se le usi bene e le colleghi bene al centro ti ritrovi magicamente e senza fatica a girare e sorridere, felice, a testa in giù a 2 metri di altezza sulle spalle di Albino, yahoooooooooo!!!

Grazie Urs, alla prossima

andre

venerdì 30 gennaio 2009

Stage di CONTACT IMPROVISATION – 13 14 15 Febbraio a Bergamo


Stage di CONTACT IMPROVISATION – 13 14 15 Febbraio a Bergamo

Nelle giornate sopra specificate si svolgerà il consueto stage di Primavera tenuto da Urs Stauffer. Di seguito luoghi e orari:

VENERDI’ 13 FEBBRAIO
Dalle 20:00 alle 22:00

c/o Sala Materiali Resistenti Via Borgo palazzo, 3

SABATO 14 FEBRBAIO

Dalle 15:00 alle 19:00

c/o CSC ANYMORE Via Palazzolo 23/C


DOMENICA 15 FEBBRAIO

Dalle 11 alle 15:00
c/o CSC ANYMORE Via Palazzolo 23/C




Urs Stauffer

Urs Stauffer nato e cresciuto in Svizzera, da circa 20 anni si occupa di Contact Improvisation. Dal 1989 al 1991 è vissuto a Berlino, iniziando ad insegnare CI a Tanzfabrik. Successivamente alla caduta del muro è stato invitato a Potsdam dove è stato uno dei fondatori del Potsdamer Tanztage, festival di danza. Alla fine degli anni 90 è tornato in Svizzera ed ha iniziato a lavorare come insegnante in diversi paesi. Il suo lavoro da performer è stato presentato in Svizzera, Italia, Francia, Germania e Cipro.Il suo insegnamento è fortemente influenzato da Steve Paxton, Dieter Heitkamp, Nancy Stark Smith and Bonnie Bainbridge Cohen (Body-Mind Centering®)


A proposito del tipo di lavoro che in questo periodo sta facendo con la contact improvisation, Urs Stauffer dice:

C'est l'hiver. La seson nous invite à tourner notre regard un peu plus vers le fond
de nous-mêmes, de faire une sorte de bilan intérieur. On se pose
des questions, on doute, on est un peu à fleur de peau.
Depuis quelques mois je suis particulièrement fasciné par ce qui
est liquide du corps humain. Proportionnellement c'est sans doute
la plus grande partie de la masse de notre corps, probablement
aussi la plus ancienne. Le nouveau né arrive dans sa vie terrestre
en venant de son univers fluide comme la race humaine est sorti des
océans au cours de l'évolution amenant dans ses bagages de vagues
souvenirs (ou souvenirs par vagues?) des temps qui précédaient nos
fonctions cérébrales les plus complexes. Je m''imagine que ce sont
justement ces souvenirs liquides qui circulent dans notre corps et
échappent à notre compréhension cérébrale d'être humain moderne,
qui constituent la base de notre univers sentimental et émotionnel.
De nos cinq sens dont on parle traditionnellement, le sens
tactile, celui qui nous informe sur et par le toucher, est
certainement le plus ancien. Peut-être même il sert de base pour
nos autre sens. C'est aussi le seul qui est représenté quasi
partout dans notre corps étroitement lié à nos liquides et à leur
pression qui, au moment du toucher change localement et de ce fait
influence tout notre équilibre intérieur. On ne peut par ailleurs
pas toucher sans automatiquement être touchés nous-mêmes. Chaque
expression (pression vers l'extérieur) laisse forcément une
impression (pression vers l'intérieur) chez nous.

Le toucher sert d'élément de base à la pratique du Contact
Improvisation. Si je porte sur cette forme de danse un regard
essentiellement physique, je constate qu'en la pratiquant, tout le
corps y est impliqué. Mais quoi de plus efficace pour permettre à
nos océans intérieurs de bouger que justement le mouvement et le
toucher? Il m'est difficile à ce point de ne pas constater la
parenté entre les mots "motion" (mouvement) et "émotion". Quant au
verbe "toucher", il est utilisé dans toutes les langues que je
parle autant dans son sens propre comme dans son sens figuré. À un
tel point que je me demande, si son sens figuré (être touché dans
ses émotions) n'est finalement pas tout aussi concret, tout aussi
physique que d'être touché à la surface de son corps par un autre
corps physique comme c'est le cas en Contact Improvisation.
J'arrive après tant d'années de travail corporel et de Contact
Improvisation à la conviction qu'il est tout simplement impossible
de pouvoir provoquer ou influencer du mouvement physique chez
l'être humain en excluant tout implication des sentiments. On peut
certes focaliser soit sur le "corps physique", soit sur le "corps
émotionnel". C'est bien utile de parfois pouvoir les distinguer par
moments pour savoir où c'est que l'on met l'accent à un moment
donné. Mais il resteront toujours indissociables. En voulant ne pas
donner le droit d'exister à l'un ou à l'autre des deux, on risque
de se faire rappeler tôt ou tard à l'ordre par une incapacité
d'évoluer ou par un trop plein d'émotions qui nous submerge
complètement. Heureusement que rien n'est jamais définitif et que
tant qu'on est vivant, on peut changer. Oser danser parfois " à
fleur de peau" est peut-être une clé essentiel pour ouvrir le
passage vers un nouvel équilibre.

martedì 9 dicembre 2008

A scuola dallo Stregone: MERCOLEDI 10/12/2008

Il suo incedere lento e costante,
riempie la stanza e schiude le ante,
nessuna umana accelerazione,
a memoria di qualche visione,
la vita con rispetto deride,
con pacate fermate improvvise.

Il suo sguardo attento nell’aria si staglia,
presagio di umana avvisaglia,
i sensi e il cuore ti coglie,
se il suo ghigno in sorriso si scioglie.
Sul viso aleggia con lieve candore
un moto di eterno stupore.

Ma dentro i capelli cosparsi di fili argentati,
si nascondono mondi incantati,
che se attento saprai guardare
lontano ti potranno portare.
Porgi a lui la tua mano il tuo cuore
se in te vuoi trovare l’amore.

Vieni umile al suo cospetto
se cerchi sapienza, bellezza o diletto,
ti saranno svelati domani,
se seguirai i suoi gesti arcani,
cantando ti guiderà nel suo mondo
rivelandoti il contatto profondo
.


Attenti a voi:
Molecole tutte, a parte la scherzosa poesia, personalmente aspettavo da tanto una sua serata, si sà, gli sciamani devono creare sempre un po' di aspettativa se no che sciamani sono.
Ed io voglio aumentarla ancora di più con questo mio post. (TIE')
In realtà credo di fare cosa gradita a chi non ne sia al corrente poichè la sua guida è merce rara e preziosa vi annuncio che:
DOMANI MERC. 10 DICEMBRE GUIDA L'ALBINO
con un intrigantissimo progetto di lavoro sulla voce messa in relazione al contact.
monica

lunedì 10 novembre 2008

Casagrande: le foto

Cliccate sul link a sinistra no? Sotto performances.

BRAVISSIMO MARCO!

bellissimi tutti (Christian... che braghe!)

sabato 8 novembre 2008

Rio abierto e nuovi affluenti.

Poichè il gruppo LeMolecole è formato da persone provenienti da diverse esperienze di lavoro sul corpo e non solo, abbiamo la fortuna di poter "assaggiare" diverse tecniche sfruttando le capacità di ognuno per "riscaldarci" prima del contact "estremo" (ehhehe).
Credo che questo sia un privilegio tanto quanto la possibilità di avere un riscaldamento e una conduzione da parte di chi ha più esperienza nella tecnica del contact. Premetto questo a beneficio dei nuovi arrivati che potrebbero essere un po' spaesati da questi cambiamenti radicali. Detto questo: "GRAZIE FABIO!" Seratona strutturatissima di Rio Abierto, come al solito sudore ed entusiasmo a mille, coronata da un contact al buio molto interessante.
La mia personalissima opinione:
1.- "Quelli che fanno Rio Abierto sono matti come cavalli!", 2.- un po' troppo raffreddante il rilassamento prima del contact.


Serata molto apprezzata anche dalle new entry e a tal proposito cito qualche frase dalla mail che Ilaria ha inviato al Gruppo:

Grazie Fabio per la conduzione di questa settimana.
E' stato intenso e forte scambiare dopo le prime danze in cerchio e il rilassamento a terra.
Spesso, in tema di contatto tra corpi, la vista a volte frena o non permette
un ascolto del proprio corpo cosi' profondo come ci e' concesso di sentire nell'oscurita.
Danzare quasi al buio è stato un abitare lo spazio e il tempo insieme. Dove la musica era attorno ma anche dentro.

Ilaria scrive anche:

Una domanda alle molecole veterane: capita anche a voi, a volte, di percepirvi nei movimenti un po' "ingessati" o poco autentici? Come allenare il senso di star bene nella danza ed essere fino in fondo quel movimento e non sentire di fare o eseguire quel movimento? Non so se qualcuno mi ha capito ma sono alcuni quesiti di corpo dei miei primi incontri con voi.


Poichè credo sia una domanda tanto interessante quanto "antica" circa la capacità di improvvisazione, potremmo cercare di dare a lei e forse anche a noi una risposta.

Io ci provo:

La mia mia prima risposta è:"Sì".
Durante 10 anni di danza contemporanea, la mia preferita, ho faticato molto nel cerare i movi-
menti "veri" lottando contro il precostituito dal mio corpo ed il preconfezionato dai canoni estetici della danza. Ho molto mortificato anche la mia ricerca estetica, l'ho rinnegata
per la paura del movimento "falso". Tutto ciò spesso togliendo molto gusto al "danzare"
Con il contact, lo dicevo anche a Martin, ho imparato a ballare, a ballare davvero,con gusto, sentendomi vera, divertendomi e piacendomi.
Credo personalmente che nella tua domanda ci sia gia la risposta cioè l'allenamento. Credo che non si possa improvvisare l'improvvisazione, bisogna impararla, allenarla, continuare a cercare il movimento vero e il contact permette ed obbliga ad una continua ricerca in tal senso. Aver la possibilità di improvvisare con persone diverse ed anche con persone che non hanno mai praticato il contact è una grossa opportunità per allenare l'ascolto e la comunicazione tra i corpi.
Siccome sono una romanticona ti scrivo una poesia, ahimè.... d'amore, che ho scritto tempo fa per un uomo ma che forse può farti capire il mio "sentire" rispetto alla tua domanda:

PER AMARTI

Non voglio la tua attenzione,
non voglio la tua dedizione,
non il tuo desiderio,
non il tuo affetto,
non il tuo rispetto,
voglio solo sentire la parte tua più vera,
la più fragile,
la più vulnerabile,
senza difese e senza pudore,
questo basterà per sentirmi amata
questo mi basterà per amarti.

monica

venerdì 24 ottobre 2008

Storie di Sguardi e di Sirene: LO STAGE

Come ogni volta, dopo aver visto un bel film, non sono in grado di raccontare trama e contenuti per filo e per segno ma solo di ricordare il punto di vista proposto, le aperture mentali, le maraviglie, le sorprese e le forti emozioni.
Allora eccomi qui con la sensazione di avere una spina dorsale che non finisce al coccige ma che continua, partendo dal basso, fluttuando, come un’enorme coda di pesce, che esplora luoghi prima inaccessibili, trascinandomi o spingendomi nello spazio con impulsi più morbidi ma forse più chiari e decisi.
Ma il “prolungamento” non finisce qui, ce ne è un altro, verso l’alto, dopo le ultime cervicali, qualcosa continua, esce dalla testa attraverso gli occhi e si allarga, fino alla periferia di tutto ciò che posso vedere e forse anche oltre.
Allora sono dappertutto, riempio e mi faccio riempire da ogni cosa che accade intorno a me, nel mantenere un contatto con un compagno, nel danzare sola ma sentendomi “parte”, nella ricerca di nuovi percorsi.
Ho scoperto inoltre che il supporto di questi due prolungamenti coda e ali, mi permette di variare maggiormente qualità, velocità e direzione dei movimenti, e perché no, anche di prendermi qualche rischio in più.
E......voi?

venerdì 17 ottobre 2008

Stage con Urs Stauffer 17-18-19 Ottobre 2008

Stasera comincia lo stage, questi sono luoghi e orari:

Venerdì 17 Sala "Materiali resistenti"
Via Borgo Palazzo
dalle 20.00 alle 22.00

Sabato 18 CSC Anymore
Via Palazzolo, 23
dalle 15.00 alle 19.00
(Segue Cena per chi può)

Domenica 19 CSC Anymore
Via Palazzolo, 23
dalle 11.00 alle 15.00
Segue buffet, si invitano tutti
a portare qualcosa.
!!! Attenzione il centro città è
chiuso fino alle 17:00


Una manciata di Parole per
augurare Buon lavoro a tutti

RUBA LE PIUME...

Non abbandonarti mai se vuoi volare in alto,aggrappati forte ma non dimenticarti di te,preoccupati sempre che il tuo cuore intuisca e condivida la direzione.
Fa che sia solo tua almeno una delle ali di quell’aquila impavida,e mentre ti accucci nel calore del suo dorso, volteggiando sopra freddi ghiacciai,nascondi nelle tue tasche una manciata di piume,attutiranno la caduta.
Guarda sempre verso l’alto,verso l’immensità del cielo,solo così il vuoto sotto di te farà meno paura.
Ama quell’aquila anche quando, distratta da un arcobaleno, ti lascerà cadere nel vuoto,solo così potrai intuire l’attimo e,nel dolore della caduta, non ci sarà rancore e quel volo resterà per sempre nelle pieghe del tuo cuore.


moni


martedì 22 luglio 2008

Ho scritto al maestro....


Le 11 juil. 08 à 15:17, monica dolci a écrit :

Ciao Urs,
sono Monica da Bergamo.Spero tu stia bene.Volevo dirti che, oltre che a commuovere Martine, la tua presenza durante la serata del festival, ha lusingato e fatto felice tutte le molecole. Io ne vorrei approfittare ulteriormente....;-)
Chiaramente siamo stati tutti soddisfatti di avercela fatta ad arrivare alla prima di questo progetto però, a botta fredda,mi rendo conto che (a noi Molecole) manca qualche stimolo per riflettere, fare un po' di autocritica rispetto al nostro tipo di danza e all'inserimento di essa in un contesto così strutturato e performantivo, trovare stimoli e spunti per migliorare restando però fedeli alla contact improvvisation.A questo proposito volevo chiederti se e quando vuoi, di raccontarci, magari sul blog ( c'è un articolo di presentazione di Casagrande
www.lemolecole.blogspot.com) le tue impressioni come spettatore, come contact dancer e come nostro maestro senza censure.Ti ringrazio se ti verrà la voglia di farlo e se non ti viene non importa perchè ho avuto l'occasione di ringraziarti di essere venuto e di augurarti una Buona Estate, che ci riscaldi, che ci sciolga e che ci permetta di riposare un po'.
A presto,ti abbraccio
monica

Ciao Monica
Sorry, non ho trovato il momento justo per risponderti. Provo di farlo adesso:
Il tuo messago mi ha fato un grande piagere, ma è arrivato poco tempo primo della mia partenzza per due grande stage in Francia. Adesso sono ritornato a casa (per tre giorni...).
Ti scrivo così, senza utilizare il blog. È più facile per me. Ma si voi, poi mettere questo messago sul blog o parlare delle robe che ti scrivo congli altri
Avevo deciso di venire per questo spectacolo tanto tempo fa (tre mesi al meno). Doppo vi ho visto alla serata di Rho e sono stato impressionato da voi (e non sono il solo!) per la qualità della vostra danza (lo sguardo tra voi, l'ascolta, le decisioni presi al momento... Tante qualità molto importante per l'improvisazzione.
Ho trovato queste qualità anche a Bergamo con alte cose di più. Le vostre sequenze del spectacolo mi sembrano molto justo (lungezza, intensità, tippo della danza). per me sono stato gli momenti gli più belli del spectacolo. Ma in questo punto non sono 100% ogetivo.
In un senso ho visto fatto in questo spectacolo cose che vilevo fare io in un futuro spectacolo a Bergamo (tipo "danza del popolo, danza con bambini). Quest robe mi sembrano in un certo modo le consequenze del lavoro che abbiamo fatto in tutti questi anni. Per me la "mia danza" a Bergamo a trovata la "sua vita independente". Non ho bisogno di sapere se l'idea per tutto quest è venuto de voi o da Martine...
La sola critica importante che posso fare: il pantalone di Christian non era justo per il suo colore! (Ma questo è ultimamente un errore di Martine per non averlo visto...).
Secundo me il lavoro da fare adesso non e essatamente un lavoro di danza, ma un lavoro di communità. Per me la distanza tra molecole e gli altri danzatori è pericolosa. mi sembra importante di trovare un modo per fare un spectacolo INSIEME. Voi siete più forti e per consequenza è in un certo modo il vostro lavora di andare cercare gli altri. Ma ancora una volta: devo dire che questo è primo di tutto il lavoro del choreografo (o della choreografa?) ma voi potete darla un grande aiuto.
Questo sono le cose che posso dire in rispetto di questo spectacolo. per altri spectacoli le cose da dire sono forse diversi. In ogni caso ho voglio di vedervi ancora e anche fare una roba tipo spectacolo con la vostra partizipazione.
Spero che hai caoito un po questo che voilo dire in questa mail. Il mio italiano è sempre un po povero.
Un bel estate a voi tutti
Un abbraccio
Urs

lunedì 21 luglio 2008

Sapete perche' Dubai fa schifo?

Oltre al fatto che ci sono 45 gradi e una umidità orènda, che il traffico è bestiale, che il mare è caldo e che si paga per andare in spiaggia dove non si riesce a stare dal caldo?

percheè nessuno fa ne farà mai contact!
meno male che sono in aeroport e sto tornando a casa!

ciao

Andre

venerdì 11 luglio 2008

Nuovi amici

Visto che sul blog spesso me la canto e me la suono mi sono trovata nuovi amici... chissà se loro collaboreranno un po' di più...
Ve li presento.....
http://www.youtube.com/watch?v=MRkPqxTnMls

domenica 6 luglio 2008

1° Luglio 2008 - Bergamo Danza Estate CASAGRANDE di Martine Bucci e la sua Compagnia

Circa un anno fa la nostra Martine annuncia a LeMolecole che ha deciso di mettere in scena un nuovo suo spettacolo, una cosa seria, importante, di cui sarà ideatrice, regista, coreografa a più mani e ballerina. Progetto poliedrico che coinvolgerà in primis alcuni danzatori professionisti di danza contemporanea poi video maker, tecnici, scenografi etc etc……..e …..se c’è qualcuno che se la sente. ………LeMolecole
Non è la solita performance in cui LeMolecole scelgono la musica, fanno un sopralluogo provano un paio di volte x dare forma all’intervento e vai di adattamento e improvvisazione, stavolta a LeMolecole si chiedono due interventi dove certo è che devono fare il loro mestiere cioè improvvisare, ma su di un palco e all’interno di uno spettacolo costruito in ogni piccolo dettaglio, con tempi, incastri, temi da rispettare.
Alcuni hanno subito accettato, altri si sono aggiunti, qualcuno è fuggito spaventato dai paletti ma alla fine siamo arrivati alla prima.
LeMolecole hanno investito energia e cuore nella loro partecipazione, sia chi è salito sul palco sia chi è rimasto a guardare.
LeMolecole hanno fatto i facchini, i falegnami, i tecnici, hanno collaborato alle musiche, hanno coinvolto le famiglie e hanno soprattutto BALLATO LA CONTACT IMPROVISATION: la più vera abbattendo man mano i paletti che sembravano necessari alla costruzione degli interventi per permettere il fluire anche sul palco, in ogni gesto, della verità, della sensibilità e dello spirito che sono la prerogativa della nostra danza anche in un contesto così strutturato.

Il prodotto raggiunto ci riempie di orgoglio per aver avuto l’occasione di collaborare con veri professionisti della danza, per il nostro lavoro e per aver avuto la possibilità di inserire la contact improvvisation in un nuovo ambito e di portarla dignitosamente su di un palco importante.


Desidero personalmente ringraziare per la disponibilità e la pazienza le nostre famiglie e il resto del Gruppo LeMolecole, quelle che non sono salite sul palco, che ci hanno aiutato e sostenuto in sala e altrove, rinunciando spesso a serate più varie e più leggere per sostenerci nel cercare insieme a noi la maniera giusta per affrontare questo progetto.
monica



CASAGRANDE



Il progetto nasce da un'idea di Martine Bucci ispirata dalle opere pittoriche di Robert Indermaur. Opere urbane, grigie, platiche e teatrali che mostrano le quinte del caotico scorrere della vita umana nei difficili giorni del nostro tempo

Casermoni di periferia, alveari di cemento. Cubi sottovuoto, uno sopra l’altro, uno accanto all’altro, a contenere vite impregnate di umori stagnanti, di gesti ripetuti, del profumo del primo caffè della giornata, quello che cancella i sogni dagli occhi, dell’odore del sugo per la pasta, madre certa di ogni orfano di benevolenza.

Dentro le mura ogni giorno si celebrano gli umani riti fatti di azioni quotidiane, di intime manie, di traiettorie consuete, indispensabili a dimenticare le paure e a sopravvivere alla solitudine. E’ dentro queste solitudini che il pubblico, con occhio “orwelliano”, spia dalle finestre, ospite non annunciato delle altrui intimità, spettatore delle vite degli altri, inevitabilmente sorpreso dai riflessi della propria esistenza.

Altri occhi però guardano dalle finestre aperte.

Lì fuori, forse, lo spazio è ancora più stretto: compressi dagli altri o abbandonati a se stessi l’esistenza trascina esseri umani nella rincorsa di un tram che non ha meta certa ma il cui obbiettivo è il viaggio stesso.

Percorsi obbligati, anguste salite e precipizi inaspettati sono il pentagramma su cui ciascuno cerca di far sopravvivere la propria melodia che a volte stona e a volte meraviglia consolando chi ha l’ardire o la scelleratezza di continuare a mettersi in gioco.

Proprio quando i rumori della strada si placano, si chiudono le finestre e si spegne la luce, le immagini, i suoni, gli odori ritornano per colorare le palpebre socchiuse ed aprire le porte più segrete della nostra fantasia.

Assolti da un buio e da un silenzio colpevoli della nostra solitudine, possiamo uscire per entrare nelle case degli altri, per ricambiare quello sguardo incrociato sulle scale, per ballare la musica che proveniva dal piano di sopra, per placare il pianto di quel bambino che ha strillato tutto il giorno, per cercare con le labbra l’umida goccia di profumo che ha lasciato la sua scia nell’ascensore, per unire ai nostri i sospiri di quegli ansimi trattenuti che hanno trafitto le pareti.

Ma il sogno il mattino finisce lasciando spazio alle nostre paure mascherate dai soliti gesti, feroci protettori della nostra solitudine.

E’ solo il coraggio di scendere in strada, di aprire gli occhi, le orecchie, le braccia o il cuore verso gli altri che può creare la “possibilità” di fare accadere qualcosa ed è questa “possibilità” l’unica speranza di uscire dalle mura di noi stessi.

E’ il prendersi il rischio di intraprendere percorsi non previsti lungo i quali le vite si consumano, corrono, si incontrano e si scontrano nella precarietà umana, che viene premiato dalla vita stessa per il solo merito di viverla.



casagrande, grandesimo


C'è da costruire una casagrande? Chiamate Simone, ci pensa lui, e state tranquilli, il risultato è assicurato.
Dalle fondamenta al tetto, passando per le finestre, le luci, la scenografia la musica usando come filo conduttore il contact, il nostro Simo ha veramente fatto un miracolo.

Già perchè casagrande ha un "in scena":

splendido spettacolo
splendida coreografia
splendida regia

Dove Martine, i danzatori e le molecole sul palco hanno dato il meglio di sè

e un "dietro le quinte":
splendide musiche
splendida scenografia
splendide luci

dove il vero indiscusso protagonista è Simone, meraviglioso quanto (in quanto) tranquillo e schivo.
Ovviamente si ringraziano Christian, Fiorella, Marco e Marco ma tutto il vero lavoro "trasversale" lo ha fatto il nostro Simo "faccia da furetto".

Il tutto è cominciato l'inverno scorso quando il furetto sorridente ha portato alle molecole il piano inclinato, dopo averlo saldato, segato martellato e avvitato di notte e nel week end.

Poi è proseguito in primavera con la costruzione (sempre nottetempo) di tutta la scenografia e di tutte le musiche: un lavoro in cui i compiti sono stati così suddivisi:

Martine con un'idea molto precisa in testa di cosa voleva, zero mezzi, e una costante: carezza sulla spalla e una domanda sgranando gli occhioni "Vero Simo he si può fare?"

Fiorella che come un temporale tropicale arriva con tutte le musiche, le mescola, le sporca, fa una risata, racconta un sacco di cose in spagnolo le le lascia tutte li' accatastate e se ne va sorridendo "Simo, le metti insieme tu vero? Gracias corazon!"

Marco che da dietro i suoi occhi neri da scrutatore, grattandosi la barba nera, si Š occupato di portare tutti i dubbi possibili da tecnico perfezzzzzzzzzzzionista "Il video non si vede: serve un proiettore da 10.000 watt. Le luci bisogna farle bene: serve un service da 500 fari, l'audio deve essere buono: serve un mixer da 256, canali. Beh pero' Simo probabilmente ce la fai"

e il Simo:
sempre col sorriso, ha fatto tutto quello cha ha pensato Martine, temporalato Fiorella e dubbiato Marco.

Poi è arrivata l'estate, e in particolare la settimana prima della prima e il Simo ha fatto tutto, dico tutto, compreso aggiustare la scenografia la mattina dello spettacolo.

Con l'estate è arrivato luglio, il 1', le 21 e Simone, dietro le quinte ha seguito tutto e tutti in ogni dettaglio "Simo, quando si entra? Simo quando si esce? Simo quando si porta il proiettore? Simo, quand'è l'attacco?" Una risposta per tutti, un sorriso per ognuno.

Ah già, dimenticavo, il Simo è anche andato in scena e anche sul palco mi ha sorriso, felice, mentre contattavamo insieme sul finale, intanto che Giulia, anche lei sorridente, scivolava giù dallo scivolo costruito dal suo papi.

Chapeau.

e un abbraccio stritolante :-)
Andre

mercoledì 18 giugno 2008

Rho, 7 giugno, dance dance dance

Ciao a tutti,in ritardo causa lavoro eccomi qui con un articolino sul pomeriggio e la serata di Sabato 7 giugno.
Le bellone de "il cortile" di Rho hanno organizzato proprio una bella roba nell'ambito di CI36 (l'evento globale di contact). Come mio solito faccio un resoconto: se rinasco mi sa che faccio il cronista.

Pomeriggio, diluvio universale, la mia piccola si sveglia; "Chiara andiamo a ballare a Milano con lemolecole?" "Si papi". Si parte.

Arriviamo a Rho, seguiamo il frastuono della sagra alpina e raggiungiamo la palestra (che culo, nel tratto auto-palestra ha smesso di piovere: buon segno). Ci sono una quarantina di contacteros, volti noti (Urs, Massimo, Debora, Laura, Laura, Laura, Mauro, ...) e non, un po' di molecole e un po' di molecoline: Giulia, Marta, Matilde e Chiara.
Si balla un po', ma piu' che altro ci si ritrova: tutto easy, musica libera, si mettono e si tolgono CD, un tavolino con un po' di sgranocchini, frutta, acqua e succo (grazie ragazze) gente che balla, si stira, chiacchiera, si abbraccia eccetera con le bimbe che fanno il diavolo a quattro in palestra.

bello

La cosa piu' bella? 36 minuti di slow dance, o meglio l'atmosfera dei 36 minuti di slow dance.
Allora: la slow dance a me non piace, devi stare fermo e lasciare risuonare i movimenti interni del tuo corpo: non è per me, troppo zen, ci arrivero' solo nella prossima vita... pazienza l'importante è accettarlo.
La cosa pero' fantastica è stata: silenzio totale, 40 persone in piedi zitte ad occhi + o - chiusi e le 4 bimbe di cui sopra (6, 4, 4, 3 anni) ZITTE, dico ZITTE per 36 minuti, intente a disegnare e, ogni tanto a fare altro chiamandosi sottovoce. La chicca e' stata Marta... "Cosa disegnamo? UNA COSTINA!!!!".
Torniamo nel mondo reale, 2 parole in cerchio e ci diamo appuntamento sotto il portico della villa da li a 1 oretta. Ovviamente piove di bestia, ma a noi ci rimbalza bello preciso: un bel tendone degli alpini, panini birre e patatine e smette anche di piovere, evvai.

Portico della villa ore 19.30: si prepara la performance delle 20.
In cerchio, si decide al volo.
Alle molecole manca 1 uomo per la loro performance, Giuseppe si unisce, bon.
Le ragazze del cortile propongono di ballare con le scarpe: bocciato, si balla a piedi nudi, bon.
Finito? finito! Tutto ok? tutto ok. Si prova? MA DE CHE?!?!!?!
(Grazie Urs, splendida regia)

Ci si cambia e fortuna che ho portato qualche vestito in più, se no quel fighetto di Parigi del Simone ballava vestito D&G. ;-)

Lasciamo Laura e Giuseppe sotto il portico con il pubblico e noi facciamo il giro da dietro per entrare dal giardino ed eccovi la performance.

UNO
Duo di laura e giuseppe mentre noi dietro nel giardino arriviamo lentissimi, tipo "il quarto stato" con laura giudici che fa da polena.
Finisce il pezzo che noi siamo ancora indietro (troppe chiacchiere), quindi scatto felino (improvvisato all'unisono)

DUE
Pezzo "james bond", si gioca a nascondersi e spiarsi sotto il portico, grande baraonda, divertente, prendiamo contatto col portico e col pavimento (forse le ragazze del cortile avevano ragione, ma ormai siamo tutti a piedi nudi...)

TRE
Le ragazze del cortile ballano 3 pezzi, grande affiatamento. Brave belle e divertenti

QUATTRO
Lemolecole ballano 3 versioni di besame mucho: solo donne (furbette), solo uomini (galletti), a coppie (grazie Serena ;-)

CINQUE
Se non si era capito che la contact è davvero improvvisazione, il pubblico sceglie musica e numero di danzatori pescando a caso dei bigliettini. Meraviglioso come le atmosfere si creano all'istante fra i contacteros. La chicca? Il duo laura giuseppe su "il cielo in una stanza" in inglese... straromanticone... morire dal ridere!!!

Alla fine noi felici, pubblico felice e un paio di commenti che mi sono rimasti impressi
Una signora del pubblico: "Ma che bell'affiatamento, vi trovate spesso a ballare insieme, vero?" (ovviamente no)"
Debora Sbaiz (che insegna contact da ANNI): "gran bello: io cerco di dissuadere tutti dalle performance, ma se il risultato è questo, evviva le performance"

Quando si ripete?
baci
Andre

lunedì 26 maggio 2008

23 24 25 Maggio 2008 Stage di Urs Stauffer

Titolo (di mia personalissima interpretazione):
UN SONAR PER IMPARARE A MUOVERSI NELL’ACQUA SENZA PERDERSI

L’acqua, tema dominante l’ultimo stage, ora fuoriesce dalle nostre terminazioni nervose e ci circonda. E’ immersi in essa l’invito a muoversi …
Il supporto è un sonar che ci permette di intercettare persone, cose, correnti e una tuta da sub, costruita dalle generose mani dei nostri compagni di viaggio, che ci contiene ma non ci impedisce di sentire il calore, la pressione e gli impulsi provenienti dal mondo che ci circonda.
Ed è in questo viaggio che Urs ci ha guidato, un viaggio non in un luogo ma in un ELEMENTO, cioè un mondo nuovo, dove ogni cosa possiede una valenza e un significato diverso nelle caratteristiche e nelle POSSIBILITA’.




Ed è in questo mondo che mi sono persa…..

Quando impari ad immergerti, lo fai in piscina, studi gli strumenti ad uno ad uno, simuli, sai dove sei, va tutto bene, ogni cosa è circoscritta, conosciuta. Poi un giorno ti si chiede di salire su una barca e in mezzo al mare di tuffarti.
La mia sensazione è stata che nulla era più uguale: gli strumenti c’erano ma lo spazio che mi circondava era infinito, maggiori le incognite, non si vedeva il fondo ma nemmeno il cielo sopra di me; al primo capovolgimento non sapevo più dov’ero. Ma, come spesso accade perdersi significa inevitabilmente incappare in situazioni nuove, luoghi sconosciuti, diversi, nuovi. Ritornarci ha permesso di esplorarli con consapevolezza e di capire che non potevo essere un visitatore potevo solo far parte di quell’ elemento. Mi sa che è valsa la pena di perdersi…..

monica

martedì 20 maggio 2008

Performances in vista! e la Bucci si arrende alla natura molecolare

Ehi belli! E' un bel po' che non bloggo (bloggo? ma come parli?) e adesso mi prendo una pausetta vi scrivo.

Da un po' di tempo c'e' un po' di calo molecolare (siamo arrivati ad essere solo 6 in sala quanche mercoledi' fa...) cosa sta succedendo?
Sono girate un paio di mail in cui ci si domandava se il piano inclinato di Martine avesse scoraggiato la partecipazione (troppa coreografia, poca impro, zero anarchia). Beh, se questo è il motivo, non c'e bisogno di stare a casa: la Bucci ha capitolato, potete tornare!... Ocio che ve la conto.
Lei era partita bella seria con il suo bel piano inclinato, il suo bel sperimentiamo poi fissiamo, improvvisiamo ma poi compongo eccetera eccetera. Avete presente no?

bon.

Mercoledi' scorso abbiamo attaccato in cerchio seduti in terra cantando Madama Dorè e via altre filastrocche per bambini per finire con "Tiengo un caballo verde" che arriva ovviamente dalla patagonia. Da lì un crescendo di contact col sottoscritto che guidava la impro fino ad arrivare al "gran finale" in cui ho proposto come ultimo pezzo "Stupendo" di Vasco Rossi: non solo da ballare al momento (4 duo splendidi, peraltro) ma anche da usare come pezzo finale per lo spettacolo di Martine. Ovviamente mi aspettavo un urlo "Ma ssssei fuuuuori?" da parte di Martice che invece ha sgranato i suoi occhioni blu e ha detto "beh ci si puo' pensare..."(Martine che bella he sei).

Il tutto poi è stato seguito da una fantastica dichiarazione della Bucci in persona che ha detto (riassumo) "prendo atto della natura -casinara NdR- delle molecole e mi arrendo. Sul piano inclinato potrete fare quello che volete, l'unica cosa è che do 2 temi: scambio vestiti e interpretazione "simbolica" del piano come salite e discese della vita nel primo intervento, giornali e uscita, apertura verso gli altri, contatto nel secondo".

Inutile dirlo, è seguito un contact bellissimo su una splendida traccia audio by Marco/Fiore.

Tutto cio' per dire che: il mercoledi' ci si continua a divertire parecchio, e che chi non viene è uno stupidone.
Aggiungo anche che il 7 giugno siamo in scena a Rho con una performance per la quale dobbiamo essere almeno 6 uomini e 6 donne: i dettagli Mercoledi' sera.
Ovviamente ci vediamo poi allo stage di Urs e sabato sera per il mio compleanno.
Concludo con un appello ai naviganti: dove siete? tornate numerosi! a maggio e Giugno c'e' da divertirsi.

un abbraccione
Andre

domenica 6 aprile 2008

Reverse, un nuovo piccolo video molecolare

Ciao belli
in linea c'è un nuovo piccolo video di realizzazione molecolare, ottenuto con due pezzi di legno, del ferro, dei giornali e delle molecole.
buon divertimento, a presto

marcolino


Se lo volete vedere a alta risoluzione andate qui: Reverse

martedì 18 marzo 2008

Il mercoledi', verso le 21

Questo è quello che di solito succede.
Splendido video.

Grazie Marco.

Se volete vederlo in alta risoluzione cliccate qui


sabato 23 febbraio 2008

j'ai une idée

j'ai une idée: (*Traduzione in fondo x i non francofoni)
C'est un jouet d'enfant, une boule de plastique transparente, à moitié remplie d'eau. Dedans il y a un petit canard jaune qui flotte sur cette eau. La boule a la taille d'une balle de tennis... Ahhh oui, je peux la mettre dans mon bassin à la place de la balle de tennis et: Ahhh oui, le petit canard qui flotte sur l'eau dans la boule qui flotte sur l'eau dans mon bassin, il a aussi un centre de sa masse physique (avec dedans une boule avec de l'eau et un petit canard.....)

Et aussi (mais là, ça n'a rien à voir avec un jeu d'enfant):
Avoir une idée est comme ouvrir les robinets. J'en ai eu une et l'eau a été reçue dans le bassin qui est la communauté de contact à Bergamo. De là à pu jaillir le jet d'eau qui fait flotter des vertèbres (un danseur) et la colonne vertébrale elle-même pour contenir le jet d'eau (l'autre danseur). Autour s'est organisé tout un magnifique aquarium (fait de vidéastes, dessinateurs et autres techniciens de tout genre). Résultat de tout ça: Un chef- d'oeuvre d'aquarium qui rend heureux beaucoup de poissons!
C'est tellement bien d'essayer d'aller jusqu'au bout d'une idée et puis laisser les choses se faire sans avoir l'impression de devoir TOUT contrôler, mais de simplement GIVE IN!

(C'est comme dans la vie)

GRAZIE!

Urs

Ho un'idea
E' un giocattolo per bambini, una palla di plastica trasparente, piena d'acqua fino a metà. Dentro c'e' una papera gialla che galleggia sull'acqua. La palla ha la dimensione di una pallina da tennis... Ahhh sì, la posso mettere nel mio bacino al posto della palla da tennis e: Ahhh si, il paperotto che galleggia sull'acqua nella palla che galleggia sull'acqua nel mio bacino ha anche lui un centro della sua massa fisica (con dentro una palla con dell'acqua e una paperella...)

E anche (ma che non ha nulla a che fare coi giochi dei bimbi):
Avere un'idea è come aprire i rubinetti. Io ne ho avuta una e l'acqua è stata raccolta nel bacino che è la comunità di contact di Bergamo. Da lì ha potuto sprizzare il getto d'acqua che fa galleggiare delle vertebre (un danzatore) e la colonna vertebrale stessa per contenere il getto d'acqua (l'altro danzatore). Intorno si è organizzato tutto un magnifico acquario (fatto di videomaker, disegnatori e altri tecnici di ogni genere). Risultato di tutto ciò: un capolavoro di acquario che fa felici molti pesci
E' cosi bello provare ad arrivare fino in fondo ad un'idea e poi lasciare che le cose avvengano senza avere l'impressione di dovere controllare TUTTO, ma di semplicemente GIVE IN!

(E come nella vita)




martedì 19 febbraio 2008

Rubinetti, acquari, pesci, palline da tennis... I give up, ooopppsss I give in!

Volevo scrivere un post sullo stage di Urs, ma Fiorella mi ha anticipato con una mail: la riporto pari pari... Nessuno arebbe saputo scriverla meglio, Fiore sei speciale!

tu apri due grandi rubbinetti (le doppie, come sempre sono tutte mie) che potrebbero essere i reni... o alla altezza dei reni o tutto mezcolato visto che di liquidi si tratta. quell'acqua che fluttua galeggia (fluye? flota? vibra? tiembla?) quel acqua dicevo costruisce un acquario nel cui oscilano le vertebre della colonna... vertebrale per l'appunto...
l'acqua riesce a sollevarsi verso l'alto ma anche verso il basso. verso il basso la aspettano una basca piena di schiuma con una pallina da tennis (molecola?) che crea vuoti e pieni e onde d'olio acqua miele (densità libera). per sollevarsi verso l'alto invece crea una leggera presione che però non splode perforando la testa in mille stelle colorate (altrimenti non si puo più andare avanti per divertente che sia) ma ma, a propostio propone un copercchietto che ha un termometro che vigila la temperatura del aqcua e il vapore che provoca (gli occhi?) e dunque il vapore, qualle onda del mare caribe turquesa non splode e scapa derrochando tale caudale di energia se non che si spande, si rammiffica in tutti i membri, nervi, liquidi, meridiani, ecc ecc che stavano lì ad aspettare qualcuno che gli preste attenzione per muoversi e fare muovere il corpo in questo grande acqualum....ecco i pesci?
i pesci....stranamente, sarebbero fuori, circondanti e nonchè propossitori dell'onda, la direzione la densità e lo sviluppo di quella massa acquatica che eravamo....noi?
scusate. per maggiore informazione chiedere a laura che fa dei disegnini stupendi.

venerdì 8 febbraio 2008

Gli esercizi taoisti e il contact


Lezione "gioiello" come dice la nostra Fiore offerta dal nostro mago Silvan.
Poche parole e tanto "mestiere".

Gambe piegate, il bacino più vicino alla terra Silvano comincia a muoversi e con naturalezza la classe inizia a seguire gli esercizi proposti. E' una danza ripetitiva, ogni volta aumentano morbidezza e consapevolezza.
Protagonisti: il respiro, la fluidità, le spirali e il centro.
Un po' di profumo d'oriente quando introduce l'esercizio con il nome originale taoista:
"Girando nella forma di Pa Qua", L'aquila volando gira la testa, Il re del cielo si sostiene la schiena....
E poi contact con la terra, l'attenzione ai piedi di cui ci dimentichiamo spesso, l'attenzione alle mani che ci permettono di sostenerci in posizioni particolari.
Il tutto poi lo applichiamo al contact con le persone
Risultato: maggior stabilità, maggior consapevolezza.
Applichiamo anche le spirali e gli sguardi fra di noi, risultato: esplorazione di vie nuove con morbidi ritorni alla base offerti dall'incontro degli sguardi.

Beh...grazie Silvan di averci fatto sperimentare questa bella tecnica e di averla applicata al contact così bene.
Tenera e unica in Silvano la sua democraticità: "Se ne avete voglia......se vi piace....."
Vi lascio con:
ONDE DEL MARE CHE SI INCRESPANO
monica

giovedì 31 gennaio 2008

Gli abbracci della par condicio 30/01/08 (hugs day)

Scrivo perchè Martin me lo ha chiesto e soprattutto per aprire il post dando la possibilità di scrivere sulla serata a chi ne avesse la voglia.

In effetti io non ho molto da dire, per quanto mi riguarda mi limiterò soltanto a due "accecanti lampi di ovvietà" (E.B.):

1. Splendida seratona di contact, ben vissuta, ben ballata, splendidi rientri, mi sono divertita un sacco e ancora una volta l'abbraccio del cuore molecolare ha fatto bene all'anima.

2. Peccato gli abbracci a comando ......scherzo su, non fate i permalosi!!!....
Gli abbracci come consegna hanno avuto su di me due effetti: uno buono e uno cattivo.
Quello meno positivo il "dover abbracciare" spesso mi interrompeva l'intesa che si stava creando nel contact, come un obbligo a cambiar lingua tra due persone che si stanno già capendo molto bene (fastidioso ma probabilmente didattico); ho sentito più calore, generosità e disponibilità in particolari momenti di offerta di appoggio, di offerta di fiducia durante il contact che non nell'abbraccio numero uno, due ...io tre, tu sette.
Quello positivo (e anche qui nulla di nuovo) la partenza dall'abbraccio è molto di aiuto, come qualsiasi posizione di contatto che favorisca l'ascolto del respiro, spinge ad un inizio lento ma attento e sensibile che aiuta a mantenere l'ascolto dell'altro durante il divenire.
A presto
monica

venerdì 25 gennaio 2008

Piano inclinato 1 e 2

Brevissima cronaca degli ultimi 2 incontri: Martine ha proposto di lavorare sui piani inclinati. Prima uno da un lato e uno dall'altro, poi entrambi da un lato. Il tutto ripreso da Marco e Simone.

Interessante lavoro, divertente, al solito molecole sbizzarrite.

La roba più bella? In 2, leggere un libro mentre si fa contact sul piano. Gli occhi si concentrano sul libro e il corpo sul contact: da vedere, le persone diventano calamite.
Alla prossima.

Andre

PS: vi ho detto che era brevissima ;-)

sabato 12 gennaio 2008

duemillaotto

Eccoci qui molecole, il 2007 è finito senza darmi il tempo di bloggare gli auguri e il doveroso sommario di fine anno.
Gli auguri caldi e affettuosi sono girati in mail, quindi non li ripeto qui, anzi sì: auguroni a tutti per un fantastico 2008!
Il sommario è presto fatto, in 4 mesi di attività molecolare sono girate più di 700 mail, abbiamo scritto 18 articoli sul blog con i relativi 130 commenti e abbiamo fatto 4 performances. Mica male no?

E per il 2008? propositi? Io ne ho 2: "contattare" e "contattarsi", ovvero avanti così che va benone. Ah! ad oggi solo io Marco e Monica possiamo scrivere gli articoli del blog, gli altri possono solo commentare: che peccato! Rinnovo l'invito a tutti a scrivere sul blog: chi vuole essere attivato mi faccia sapere (non vi inserisco tutti adesso perchè è un lavoro lunghetto, la Chiara si è svegliata e dobbiamo fare colazione.

Per la cronaca mercoledi' scorso in 12 (solo? direbbe Martine) abbiamo avuto un bell'incontro, bella sudata, tanti sorrisi e una fantastica sorpresa: Serena! Ebbene sì in questo periodo è "bergamasca" e quindi sarà dei nostri, teniamocel stretta.

Vi abbraccio

Andrea

lunedì 17 dicembre 2007

E' nata una molecolina

L'altro giorno, il 14 è nata Sofia: la bimba di Samantha e Giorgio.
L'essemmesse di Samanta recita così.

15.12.2007: " Ieri è nata Sofia, pesa 3,4 kg. Sta bene ed è meravigliosa."
Qualcuno poteva avere dubbi? Che non fosse meravigliosa? Impossibile.

Benvenuta piccola! un bacione a te, mamma e papi.

lemolecole

giovedì 13 dicembre 2007

Per non dimenticare e per chi non c'era

No, non sto parlando dell'Olocausto ma di una cosa davvero interessante che abbiamo sperimentato con Martin durante l'incontro di ieri.
La consegna era: contattare in coppia o in trio e mantenersi in costante contatto visivo con un altra copia o trio. Surmenage finale (nda) accorgersi immediatamente e acconsentire alla posa (fermo) dell'altro duo o trio.
Difficilissimo.
Prima volta: guardavo poco e male gli altri e perdevo il mio compagno, non sapevo più dov'era ne cosa stesse facendo, lo lasciavo cadere o non lo trovavo mai quando volevo appoggiarmi...
Seconda volta: un po' meglio ma gestendomi sempre una cosa alla volta, semplicemente più brillantemente spostavo l'attenzione da una cosa all'altra.
Terza volta: la luce. Il mio compagno c'era, lo sentivo, sempre, costante, senza guardarlo mai, nell'interno del duo ci dialogavo ma rispetto all'esterno eravamo un'unica molecola che contattava con un'altra molecola composta dal duo o dal trio. Sensazione bellissima. Un contact al quadrato. In più, credo, pure bello da vedersi in quanto il sommarsi dell'energia, della tensione, dell'intenzione o di chissà cos'altro rendeva tutto molto........molto.....non mi viene la parola......fa niente. .. mi piacerebbe sapere se anche gli altri .....
Beh Bucci, bella proposta, teniamola presente.
monica

lunedì 10 dicembre 2007

Il lato fashion delle molecole

Mai a poi mai avrei pensato che abbiamo un futuro nel mondo della moda!!!
Ragazzi, che divertimento, sabato scorso!
Butto li solo dei flash (è il caso di dirlo!!!) di cosa è successo durante la serata.

Andrea, Simone e Germano, in giro per piazza Pontida, elegantissimi, flute di spumante in mano, sciarpa fashion e cappello pazzesco in testa che andavano ad acciuffare i passanti invitandoli all'aperitivo in galleria. Ovviamente con Marco "fototopomoto" Bonati che ci ronzava intorno scattandoci centinaia di foto.

Cris, Diana e Paola elegantissime ma a peidi nudi (troooooooooooppo chic) che i vetrina si bevevano the, aperitivo, si provavano collane, perfettamente a loro agio sia con l'ambiente che con la gente che si accalcava fuori dalla vetrina.

Martine che dopo tutti i suoi

maNonSo...
IoInVetrina...
CiVoglionoLeBellone...
NonMeLaSento...
MaDaiMaSuMaGiuMaQuiMaLa

di mercoledì, dopo lo show delle 5 delle ragazze accenna un timido "Quasi quasi la prossima la faccio anche io"... evvai! Alle 7 le bellone in vetrina erano in 4!... Vanità il tuo nome è Bucci!!! ;-)

La ciliegina sulla torta? Laura e la sua polaroid!!! Sì Sì, proprio quella che scatti e ti spara fuori subito la foto stampata... beh sembrava uscita direttamente dalla factory di Andy Wharol, con un passaggio negli anni 80 (a comprare la polaroid, appunto) per paracadutarsi nel 21' secolo all'evento fashion dell'anno.

E in tutto ciò? il contact? Una pura scusa per divertirsi: Madonna che ridere!

Qualcuno ha contatti con MilanoVendeModa, Pitti, Versace o altro? Siamo pronti!

Andre

domenica 2 dicembre 2007

Il vuoto e la cura di sé

Ennesima bella serata ieri sera. Sala ex-consilare, Bergamo, centro. Uno di quei posti con le sedie in fila, per conferenze serie, importanti: arazzi e boiseries di legno alle pareti, soffitto affrescato, lampade liberty.

Bello arrivare tranquillo, alle 6 suonate e trovare tutte le molecole lì che già avevano disposto le sedie in circolo lasciando un grande vuoto al centro (mica si fanno le cose a caso, anche se avvengono per caso!).

Ciao Luca, ciao Nico e Tullio (mai visti prima, ma subito grande sorriso e disponibilità). Dove ci cambiamo? Azz... non ci hanno lasciato aperti i bagni, poco male: 2 porte aperte formano un separèe dove uno alla volta ci si cambia senza problemi.

Parecchia gente, credo una 50-ina, tutti seduti in cerchio appunto, "Credo che possiamo cominciare" dice Luca e fa una breve introduzione. A seguire parla Tullio (si, lo sciamano, quello che lo aspettiamo uno dei prossimi Mercoledì in sala da noi con la chitarra) chiaro, interessante, profondo: la pratica della la cura di sé, il vuoto interiore, tanti temi molto affini al contact... Ne parla in piedi, nello spazio vuoto in mezzo alle sedie, con una attrazione verso il centro il centro della sala a cui non riesce ad arrivare per colpa del filo del microfono (Tullio, ma perche' non hai usato il radio microfono? va beh.)
Poi Nicoletta, che, più pragmatica e breve parla della scuola, organizzazione, corsi ecc. A seguire Luca, per il quale è molto più facile, sintetizza i 5 concetti della terapia: Conoscenza, Accettazione, Sostegno, Apertura e Relazione. Luca lascia subito la parola al non-detto, al non-parlato, al movimento, alla contact improvisation, a noi.

Bella li': musica, buio (questo a sorpresa!), le molecole entrano: riempiamo lo spazio mentre il proiettore ci scrive addosso le parole preparate da Luca e Nicoletta. Misuriamo lo spazio (un po' piccolo, siamo in tanti, ok, faremo attenzione), misuriamo noi, cominciamo ad entrare nella danza. Passo da Luca e gli chiedo di accendere le luci sul secondo pezzo "Se no ci ammazziamo, grazie", torno nello spazio, man mano che ballando incontro gli altri, sussurro "accendono le luci sul secondo pezzo", "ok" nessuno, peraltro, si era preoccupato del buio, evvai, organizzazione a posto, Andre, spegni il pensiero e balla. click.

Parte la progressione dei pezzi musicali e Marco e Luca, "alla console" improvvisano uno schema di cambio luci molto efficace, il meglio che i mezzi di ieri concedevano: buio all'inizio del pezzo per dare enfasi alle parole proiettate, seguito dalla luce per "non farci ammazzare". Ok, pattern capito al volo da tutti, mentre ballano.

Bella energia, bella danza, belle lì le molecole, bell'applauso finale, bella chiacchierata con il pubblico (E' ufficiale: l'invito di Martine a fare domande anche sul contact non è stato sentito come un "invasione di campo da parte di Luca", OK? tranquilli! NdR -l'unica che ha invaso il campo è stata la Chiarina, nemmeno lei ha disturbato Luca e la sua serata).

Sono molto contento, è stata una serata di scambio, una complementarietà parola-movimento, e, ancora una volta, tutti hanno contribuito a crearla: le mail, la "prova" in sala mercoledì scorso, le sedie in cerchio, la compilation musicale, i vestiti bianchi, le diapositive, che dire?
Bello, grazie
Grazie Luca
Grazie Tullio e Nicoletta
Grazie molecole
avanti così e alla prossima.
Andre

PS: Luca, che cena speciale! Ancora una volta: non era il caso! e, sicuramente, a buon rendere, vero molecole?

lunedì 26 novembre 2007

Le “MIE” Danze Macabre. 23 – 25 Novembre 2007

Con le ossa appiccicate, i muscoli simili a mappazze, ancora molti kili da smaltire e un bimbo da allattare torno a fare contact, dopo due incontri mi metto a fare le prove per un spettacolo e ho il coraggio pure di fare due performance. Che esagerata, che smaniosa, che madre frivola, anche un po’ presuntuosa mi dico. Per cosa poi? Mica sei una ballerina professionista? …….Dopo tutto è un semplice hobby, un “dopo lavoro” (NDR).

Sì, è vero, ma le persone “scelgono” tra vari tipi di dopo lavoro: c’è chi fa 2 ore di tennis, chi il punto croce, chi va in palestra a pompare i muscoli e chi il decoupage.

Noi, io e Voi, scegliamo di danzare. Di entrare cioè nel mondo delle emozioni, della comunicazione e della creatività corporea. E quando scegliamo di farlo davanti ad un pubblico ci prefiggiamo di far entrare per un po’ di tempo altre persone in una dimensione onirica, in una sospensione della realtà che permetta di condividere le emozioni.

Ecco probabilmente è per tutto questo che è valsa la pena di far saltare a mio figlio un paio di pasti.

Per permettermi di rincontrare le specialissime Molecole. Di tornare a parlare, sentire e scambiare danzando. Di offrire, discutendo insieme sul colore del vassoio, tutto ciò ad un pubblico. Di vederlo attento, di emozionarlo, di sentire cambiare l’atmosfera intorno grazie a noi.

E, soprattutto di vedere mia figlia di soli 3 anni agitatissima nel cogliere per la sua prima volta la magia dello spettacolo.

Alla fine, al bar, non so’ se ci avete fatto caso, ha cercato di “toccarvi” tutti per verificare se quegli strani personaggi visti prima erano tornati ad essere , la sua mamma, la Tia Fiore, la Martine, la mamma del Giorgio e del Nicola, l’Albino, l’Andrea, il Daniele e tutti gli amici di danza della mamma…

Sì, credo che il pezzo abbia funzionato, sono stata felice di esserci e di esserci proprio con voi.

Le osservazioni tecniche, per me, stavolta, verranno dopo …

Monica

lunedì 19 novembre 2007

Serata M A G I C A

Sto parlando ovviamente della performance di Urs e Martin sabato sera.
Arrivavi dal freddo stinco ed entravi prima nel cortile e poi (seguendo la lucina) nel CSC con un bel calduccio.
Accoglienza perfetta, Martine sorridente al tavolino prenotazioni e biglietti, Rosa sorridente che distribuiva il programma di sala scritto da Ale. Un po' di molecole che arrivano alla spicciolata (come sempre) insieme a pubblico di affezionati di danza e non.
La sala è ancora chiusa, si entra fra qualche minuto: fa niente entro di soppiatto e sbircio Marco e Simone che danno gli ultimi tocchi a luci, audio e video. Esco. Entro nell'altra sala dove Urs e Martin si stanno scaldando, li abbraccio e gli pizzico il culo (che porta buono). Esco.Nel frattempo la gente aumenta. Evvai. Si puo' entrare.

Sala grande del CSC allestita a teatro: Marco Simone Christian e Rosa hanno fatto un miracolino. La sala è B E L L I S S I M A, allestita "a teatro" illuminata benissimo, ci sediamo in un'atmosfera sospesa e chiacchieriamo: un tavolino con 2 sedie e 2 bicchieri là in fondo trasforma il CSC nel "finto bar".

Martin entra in scena, a luce piena: il chiacchierio scene un po' ma non si smorza (povero Martin, Urs lo butta sempre sul palco in anticipo :-) stavolta gli va bene: pochi minuti, via la luce di sala e corridoio, parte la musica ed entra Urs.

Beh, sul duo non ho veramente parole, o meglio ne ho qualcuna di getto: amicizia, sintonia, leggerezza, ironia, ciao come va?, sincronia, disponibilità.
Quei due se la ballano per una ventina di minuti e, finita la musica, escono tra gli applausi.

Nessuno si muove
Nessuno fiata
Tutti restiamo lì sospesi.

Martine con tutta la sua meravigliosa spontaneità, da un angolino: "Ehm, ecco, la performance è finita maaaa, non so, mi sembra che tutti abbiano voglia ancora di qualcosa... cosa dite, li chiamo?" Certo che sì bella Bucci! Brava!

Urs e Martin rientrano e si siedono per terra per chiacchierare con noi, con martine in mezzo nel suo ruolo di traduttrice (belle gambe Martine!): rompo il ghiaccio con una domanda cretina "Ma non avete coreografato nemmeno un pezzettino?" (Andreaaaaaaaaaaaaaa sei scemo?!?!? E' 7 anni che studi con Urs, hai ballato con lui e te ne esci con una cazzata così ciclopica?) Ovviamente il maestro non si scompone e mi risponde semplicemente di no, nulla è coreografato.

Da li' si comincia a chiacchierare, si parla di magia, mistero, allenamento, aspirapolveri, ascensori...

Un grande applauso per finire. Bravissimi, bellissimi, veri.

Mi resta solo da ringraziare tutti, Ale, Martine, Rosa, Christian, Simone Marco, Fiorella: avete fatto una magia. Ognuno qualcosa, semplice, facile, con tutto il cuore e con una professionalità SPAZIALE.
Ragazzi, ci ripenso e mi commuovo.

Non ci sono cazzi.
Le molecole sono un gruppo fantastico, sono fierissimo e felicissimo.

Vi abbraccio fortissimo.
Grazie
Andre

venerdì 9 novembre 2007

Per coreografare ci vuole mestiere

... lo dicevo a Martine appena usciti dall'ultimo incontro. Se con la conduzione del contact me la cavo, con la coreografia sono un mezzo disastro. Grazie per la pazienza e gli input ragazzi, qualcosa di buono secondo me è venuto fuori ma credo che mi sarebbe servito almeno altre 4 ore di impro.
Per fortuna sono arrivati i vostri commenti per mail, mi senbra che tutto il gruppo stia mettendo una grande energia per tirare fuori una roba sensata per le danze macabre. Sono sicuro che alla fine viene fuori proprio una bella roba. Certo... ci vuole mestiere, e mi sa tanto che lo zampino della Bucci sarà indispensabile.

venerdì 2 novembre 2007

contact abierto o rio contac?

Hehehe, dovete chiederlo a Fabio! La faccia da furbetto monello del nostro fabiofrac che ci ha fatto mettere in cerchio e ha sparato "Grease" a tutto volume è valsa da sola la serata.
A seguire un crescendo (Fabio: "Start me up" dei Rolling Stones secondo me deve diventare la sigla delle molecole!!!) fino alle facce brutte-lingua fuori "blaaaahhhhh" e poi un decrescendo a terra fino al trovare la spirale dentro di noi e poi, insieme ad un compagno, iniziare la nostra danza.
Bon, questi i fatti, adesso le cose importanti.

Fabio: bravo, bravissimo! Senza l'ansia del "come collego il contact al rio abierto?" Il collegamento e' venuto da sè: qualcuno ha notato la differenza di quando stava facendo contact e di quando stava facendo rio abierto? Aspetto commenti.
Molecole: brave, bravissime (...strano che le molecole sia femminile, quando il gruppo è composto per lo più da maschi, bella lì). Ci avete messo sì e no 15 secondi ad entrare nell'energia rio abierto... Fabio Ma dove lo trovi un gruppo così? Nemmeno sull'Aconcagua (NdR: Monte argentino in cui il rio abierto affonda le sue radici energetiche... credo).
Io mi sono divertito un sacco, ho ballato strabene (grazie Lorenzo, grazie Christian, ma soprattutto... la torta e il vino di Silvano erano buonissimi. Auguri vecchione! Ma mi dici dove devo mettere la firma per arrivare a mezzo secolo figone come te?
Vi abbraccio forte e ci vediamo mercoledì prox. Attenzione bene: super mercoledì, il prossimo. Prima avremo Tullio Carere con chitarra e canto sciamanico in vista dell'inaugurazione della scuola di Counseling di Luca e Tullio, e poi la costruzione del pezzo per le danze macabre.
Ciao bellocci!
Andre